sabato 4 settembre 2010

post-atistico

la statistica è la statistica. se da' pochi risultati, è statistitica








domenica 22 agosto 2010

dio stacca alle 5 (e non pulisce il water)

uno dei più grandi limiti dell'uomo è silvio berlus... no! uno dei più grandi limiti dell'uomo è la cultura di dio. questo essere demiurgo che s'impiccia dei fatti tuoi e che tutto vede e che a tutto provvede. se così fosse... (al posto dei puntini ognun ci metta ciò che vuole, a me viene solo in mente che "se così fosse le sorelle carlucci sarebbero nate in pataTAgonia", ma non ha molto senso. sarebbe più opportuno pensare a dio (e magari chiamarlo in un altro modo) come a un enorme pentolone, posto lì in mezzo all'universo (ah... di recente un tIm di scienziati ha teorizzato che l'universo sia piatto, l'avevo già letta qualche tempo fa, ma al posto del verb... dell'aggett... del sostantivo "universo" c'era scritto "terra"...), dicevo... questo pentolone posto lì in mezzo all'universo non ha preferenze, è lì a disposizione di tutti. per attingervi occorre però volere senza bramosia, occorre sudore, occorre consapevolezza, al limite occorre anche sapere che ci sarà da pagare un prezzo. in natura niente è gratis, nel senso che ad ogni azione corrisponde un'azione uguale e contraria, e chi di noi non è figlio della natura? chi di noi non risponde alle medesime leggi? allora, visto che ognuno è figlio della stessa "madre" e sottostà alle stesse leggi e alle stesse regole, come può questo dio fare differenza tra uno e l'altro? (eccezione fatta per brunetta che, ad occhio nudo, qualche differenza la lascia trasparire). occorre darsi un metro, entrare mentalmente nel pentolone, darsi da fare. certo... è vero, occorre un momento di raccoglimento per poterlo fare, per potersi "sintonizzare". il pentolone è sempre lì, siamo noi che vi accediamo part-time. allora facciamo finta che sia lui a fare l'orario ridotto e approfittiamo di questo limite per imporci di attingere dal pentolone. ed è inutile chiedere a dio di intercedere e di risolvere per noi. lui, il water, non lo pulisce. ma può darci il prodotto buono per togliere le incrostazioni (ad ogni incrostazione corrisponde un'incrostazione uguale e contraria)

je vous aime tous


giovedì 28 gennaio 2010

In Italia c'è una Donna che

Prima di iniziare voglio augurarvi buon anno. Buon anno. Fatto.

in italia c'è una donna (acciminchia!!!). non so chi sia, mapperò è dio. guarda caso, sia "donna" sia "dio" iniziano con la p. allora, questa donna qui, che di mestiere fa la dea, lavora a testa bassa e l'italia la ignora. io lo so che, con tutto quello che c'abbiam da fare ogni dì, chiedervi di spendere 10 minuti (ma ne bastano anche molti meno, 12 o 13 ad esempio) per leggere una cosa uno dice "eh, che palle, se dovessi leggere tutte le cose che mi si dice di leggere, passerei la mia giornata a leggere le cose che ognuno mi dice di leggere". fate voi. (il signore disse "cor" e cor-fu. non c'entra un casso ma m'è scappata).

dicevo, questa donna qua ("questa donna qua" è un link, non fate finta di Gnente) si chiama Graziella Pellegrini e non se la fila nessuno. lei, che è bella intelligente grande umana dignitosa coraggiosa sensibile dolce, se ne sbatte i maroni e non dice "ah, se qualcuno mi ca__REBBE io sarei più famosa..." no! lei dice "se qualcuno cosindereREBBE il nostro lavoro potremmo essere più utili a molte più persone" (mamma mia quanto CI voglio bene, io, a questa donna che neppure conosco). allora, se vi va, fate una lettura edificante.

cosa mi ha insegnato a ME? che dio si mainfesta in mille modi, ma di solito è donna.
se non lo sapevate sapevatelo: vi voglio bene a tutti.

martedì 22 dicembre 2009

buon nutale

sottotitolo: (questo post è un po' colpa vostra, l'altro po' è un fiume)

sotto al sottotitolo: poteva il digito non fare il post di natale? ovviamente sì, ma lo faccio uguale.

a natale siam tutti più buoni un grandissimo paio di c... (non mi viene in mente nulla). tutti, in questi giorni, ti scrivono "sereno natale", "un natale di gioia" o, ancora, "un giorno speciale pieno d'amore", ecciti, ecciti, ecciti... poi, se durante gli altri 364 giorni te c'hai voglia di buttarti sotto al taranto - venezia, non ce ne frega un caSSo a nessuno.

allora facciam così. tutta quella serenEZZA, quella felicitUDINE, quella spensierITA' io v'auguro di non viverla in un solo giorno solo, ma di spalmarla su tutti i giorni dell'anno, come fareste con la nutella. buon nutale a tutti.

però un raccontino corto e breve ve lo foglio farVeLO: quand'ero piccolo e scemo (ora sono cresciuto), io vi devo dire una cosa, dopo avere mangiato il panettone facevo un buco nella scatola e me l'infilavo in testa. facevo il corridore di moto. poi, crescendo, ho capito ch'era meglio farne due di buchi nella scatola e ho capito anche perché andavo sempre a sbattere. sarebbe stato meglio usare la scatola del pandoro ma, non ho mai capito perché, mia mamma la buttava via subito e il pandoro lo metteva in una specie di contenitore di vetro che sembrava un vaso. e non so perché, ma il vaso di pandorO non mi andava di aprirlo.

v'abbraccio forte. siate sereni.

per sempre vostro,
ricIard gir

domenica 20 settembre 2009

L'ape... rfezione

Ero lì, con la mia migliore faccia d'idiota (quella della festa, tanto per intenderci) e aspettavo.
Le mani cariche di cianfrusaglie e il piede a battere un ritmo che c'avevo in testa.

Ad un tratto - come al solito quando meno te lo aspetti - arrivan loro.

Mano nella mano.
Lui: goffo, basso, gambe storte e denti sporgenti.
Lei: dinoccolata, con gliocchi fuori orbita, nonostante le lenti da osservatorio spaziale.
Felici, leggeri. Camminavano noncuranti del mondo che non li cura.
Belli, down, perfetti, down.

La perfezione esiste.
E' al di sopra di tutto, è il cuore stesso dei sentimenti.
Perché tutto quello che gira intorno, è talmente irrilevante da non fare paura.
La vera essenza delle cose non è ciò che importa. E' ciò che non importa affatto.
E se non siete d'accordo con me, o siete Gasparri, o c'avete ragione.

PS: "L'ape... rfezione" è un titolo liberamente ispirato,tratto e liposunto dal celeberrimo libro di Raul Montanari.
Raul: se, un giorno, per sbaglio, passassi di qui, sappi che:
a. non c'ho una lira;
b. ti adoro.
Qualora decisessi di querelarmi, tienilo presente.

AriPS: In fondo alla pagina, nuove ca__te.

mercoledì 25 marzo 2009

Etici, estetici, a' stitici...

Salve a tutti. Avete un minuto per me? Come? Già, lo so... il tempo è importante... Vi prenderò un minuto solo...

Mi chiamo Saverio Bigazzi. Ho 40 anni. Tre figli e una moglie. Cosa c'è di strano? Il mio secondo genito, tra qualche anno, farà una scoperta sensazionale, grazie alla quale sarà possibile curare una malattia mortale ancora a voi sconosciuta..., una sorta di AIDS, ma molto più capace. Tutto questo sarà possibile soltanto se mio nonno, che attualmente ha sei mesi, sopravviverà alla malformazione genetica che lo affligge e a causa della quale i medici gli danno ancora e al massimo dieci anni di vita. Tutto questo sarà possibile se voi, già da oggi, vi unirete contro le decisioni etico-(u)morali di quei politici e quell'uomo vestito da sposa che demonizzano la ricerca sulle cellule staminali.

Fino ad oggi vi siete fatti del male, non negatevi questa possibilità di vivere meglio.

Ah, nel 2110, anno in cui vivo, posso dire ai tifosi neroazzurri che l'Inter ha vinto 75 CIEMPIONS LIG e che né Platinette né CiCCi D'Alessio sono presenti nella memoria storica.

giovedì 1 gennaio 2009

Grazie 2008

Sottotitolo: a quelli che, 'sto anno qui, ci ha rotto i maroni.

Grandissimo anno di merda, grazie a te.
Che non c'è casso che tenga.

Che è anche grazie a te che abbiam capito che non siamo soli, che ci abbiamo millemila amici e siam felici di volere loro bene, ancora più di quanto siam felici del fatto che loro ne vogliano a noi. Cheppoi, sempre, ci chiediamo cosa abbiamo di tanto particolare per meritare tanto affetto. Che però, fortuna vuole, c'è.

Grazie 2008, grandissimo anno bastardo, che ci hai tolto ogni certezza dal culo bacato.

Grazie 2008 che ci hai tolto tutto.
"Grazie", 2008, te lo si dice con un rutto che ora, figlio di un cane, non hai più nulla da prenderti.

E allora, 2008, restiamo solo ciò che siamo.
Tu potevi essere ciò che volevamo, ma non ciò di cui avevamo bisogno.

Noi però, caro 2008, c'abbiamo ancora un colpo da sparare e qualche sogno da imbrattare.

E te, grandissimo anno del casso, te cos'hai?

Grazie, 2008.